Anteprime ANDANDO DOVE NON SO. MAURO PAGANI UNA VITA DA FUGGIASCO | Incontri con la regista Cristiana Mainardi, Mauro Pagani e alcuni protagonisti del film

  • Mercoledì 4 febbraio in Anteo Palazzo del Cinema

Mercoledì 4 febbraio, alle ore 21.00, anteprima di ANDANDO DOVE NON SO. MAURO PAGANI UNA VITA DA FUGGIASCO e a seguire, incontro in diretta streaming dalla Sala Excelsior con la regista Cristiana Mainardi, Mauro Pagani e alcuni protagonisti del film. 

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Nuova proiezione straordinaria, sempre, mercoledì 4 febbraio, alle ore 21.15, in Anteo Palazzo del Cinema, la regista Cristiana Mainardi e Mauro Pagani introducono la proiezione di ANDANDO DOVE NON SO. MAURO PAGANI UNA VITA DA FUGGIASCO.

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Un’esistenza votata alla musica dove ogni scelta è un atto d’amore, perfino le fratture, per colmare un’infanzia solitaria e per il bisogno di sognare un mondo migliore, migliore per tutti. Fino al momento in cui Mauro Pagani, uno dei più grandi talenti della musica italiana dagli Anni Settanta ad oggi, subisce una perdita temporanea della memoria. All’improvviso, tutto quello che ha incarnato, nella sua mente non  esiste più. Ma sa di essere un musicista, e ricorda i suoi strumenti. È salvo. Il Maestro, per ricostruire la sua vita, riascolta dischi e chiama amici, artisti e colleghi. L’esito è una  biografia schietta e poetica, profonda e divertente, svincolata dal filo cronologico, dove si leva insieme a quella di Mauro Pagani anche la voce del Fuggiasco, immaginario compagno di una vita. E, senza meta, si apre un nuovo viaggio nel profondo dell’anima e attraverso decenni di musica straordinaria, tra successi e impegno sociale. Con la gratitudine e la saggezza di chi è ‘vivo per caso’, e ha uno sguardo sull’oggi denso di desiderio, oltre a nuova musica da creare.

Manuel Agnelli, Giuliano Sangiorgi, Marco Mengoni, Badara Seck, Mahmood, Dori Ghezzi, Ligabue, Arisa, Ornella Vanoni, e la compagna di vita e lavoro Silvia Posa sono voci che insieme a Mauro Pagani intessono la trama di una memoria condivisa, che si fa testimonianza artistica e umana.

Il mio punto di partenza è stata la destrutturazione cronologica, rompere la linea temporale che sapevo essere una prigione anche per Pagani. Il significato del passato muta per ciascuno di noi, si aggiorna con le nuove esperienze di vita, a volte mischiando il reale con l’immaginario. E definendo chi siamo oggi. Ho cercato di rappresentare la ricostruzione della traiettoria artistica e personale come una proiezione di frammenti dei suoi ricordi salienti, ricucita dalla visione attuale, densa di sentimento, molto franca e spesso divertente.  (Cristiana Mainardi, regista)

Una produzione Lumière & Co. e Luce Cinecittà

In collaborazione con Rai Documentari

Distribuzione Fandango

 

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