Rental Family di Hikari: trama, cast e curiosità
- Il nuovo film Rental Family di Hikari con Brendan Fraser arriva finalmente nelle sale italiane questo giovedì, 19 febbraio 2026.
Rental Family – Nelle vite degli altri di Hikari, pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki, è il nuovo film con Brendan Fraser, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 e in arrivo nelle sale italiane il 19 febbraio.
Il titolo si ispira a un fenomeno realmente esistente in Giappone: le agenzie che offrono la possibilità di “affittare” familiari per eventi, situazioni delicate o momenti di solitudine.
Il film affronta temi contemporanei come l’isolamento, la difficoltà di comunicare le proprie fragilità e il bisogno di appartenenza, costruendo un racconto umano e delicato che ruota attorno alla possibilità di ricominciare.
Trama
Protagonista della storia è un uomo americano che vive in Giappone e lavora per un’agenzia di “rental family”, interpretando di volta in volta il ruolo di padre, marito o parente per persone che ne hanno bisogno.
Il suo lavoro consiste nel diventare ciò che agli altri manca: una presenza rassicurante, un familiare affidabile, qualcuno con cui condividere momenti importanti. In un Paese in cui l’apparenza sociale e il rispetto delle convenzioni hanno un peso rilevante, questo servizio rappresenta per molti una soluzione temporanea alla solitudine.
Con il passare del tempo, però, il protagonista inizia a confrontarsi con il proprio vuoto interiore. Interpretare continuamente ruoli per gli altri lo porta a interrogarsi sulla propria identità e sui legami autentici della sua vita.
Tra incontri inattesi e situazioni emotivamente complesse, Rental Family diventa un racconto sulla ricerca di autenticità in un mondo dove anche i sentimenti possono essere “messi in scena”. Alternando registri leggeri e più intensi, la pellicola indaga con sensibilità le fragilità contemporanee.
Cast
Il protagonista di Rental Family – Nelle vite degli altri è Brendan Fraser, premio Oscar 2023 per The Whale. Accanto a lui troviamo Takehiro Hira, volto noto anche al pubblico internazionale per Shōgun, Mari Yamamoto e Akira Emoto.
Ogni personaggio incarna una forma di solitudine e di bisogno di appartenenza. Il protagonista restituisce il ritratto di un uomo comune che, interpretando continuamente ruoli per gli altri, finisce per interrogarsi sulla propria identità.
Data di uscita in Italia
Frutto di una coproduzione internazionale tra Stati Uniti e Giappone, Rental Family – Nelle vite degli altri ha debuttato al Toronto International Film Festival e successivamente alla Festa del Cinema di Roma. Uscirà in tutte le sale cinematografiche italiane a partire dal 19 febbraio 2026.
Trailer
Il trailer ufficiale di Rental Family – Nelle vite degli altri è disponibile qui.
Curiosità
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Una nuova fase per Brendan Fraser
L'Oscar per The Whale ha segnato l'inizio di una nuova era per Brendan Fraser. L'attore prosegue il suo percorso verso un cinema più umano e riflessivo, preferendo storie personali e personaggi vulnerabili ai grandi blockbuster del passato. -
Un ruolo costruito sull’osservazione reale
Per prepararsi al film, Brendan Fraser ha studiato da vicino il funzionamento delle vere agenzie di “rental family” giapponesi, confrontandosi con testimonianze e casi reali. -
Giappone come protagonista silenzioso
La cultura giapponese non fa solo da sfondo, ma rappresenta un elemento centrale della storia. Le regole sociali, il peso delle convenzioni, l’importanza dell’immagine pubblica e il forte senso di responsabilità verso la famiglia influenzano ogni scelta dei personaggi. Il film utilizza questo contesto culturale per amplificare il tema della solitudine e per mostrare quanto, in una società dove l’armonia collettiva è fondamentale, possa essere difficile accettare le proprie fragilità.
Perché vedere Rental Family
Rental Family – Nelle vite degli altri è un film che parla di solitudine, identità e bisogno di appartenenza.
È una storia che invita a riflettere su cosa significhi davvero “essere presenti” nella vita degli altri, e su quanto sia sottile il confine tra ruolo e autenticità.
Con una performance intensa e delicata di Brendan Fraser, il film riesce a essere allo stesso tempo malinconico e positivo. Una visione consigliata a chi cerca un cinema capace di emozionare con misura, senza effetti eccessi, ma con grande cura.