Era
- 2026
- 90 min
Trama
Questa è la storia di un’anziana signora napoletana che, per contrastare quella data così antica presente nella carta d’identità, si tiene sempre in moto perpetuo: Lina è vitale, molto attiva, dirige e coordina una divertentissima associazione cattolica di vecchiette borghesi, si occupa della sorella e di suo nipote mai cresciuto, ma soprattutto continua ad esercitare il ruolo di mamma vecchio stampo nei confronti dei tre figli sessantenni in perenne crisi. Che sia una crisi economica, psicologica o, d’amore, Lina trova sempre il rimedio perfetto. Essendo vedova già da tanti anni resiste imperterrita ai continui attacchi dei figli che vorrebbero mandarla in un ospizio. Resiste, nel pieno del suo spirito vitale. Ogni giovedì, cascasse il mondo, ha due rituali: il primo è andare a trovare il marito al cimitero, il secondo è l’immancabile scopone in compagnia di sua sorella Maria. Lina ha anche uno spasimante, Don Eduardo, il vicino di casa dall’età indefinita che non perde occasione e fantasia per corteggiarla. La nostra storia si sviluppa in un tono comico d’altri tempi ma, come in tutti i migliori racconti, succede qualcosa di imprevisto e drammatico: Lina ha un malore. La corsa verso l’ospedale è frenetica, vista l’età si teme il peggio, ma Lina ha la pellaccia dura e miracolosamente si riprende. Ora, però, non può rimanere da sola e deve scegliere tra andare all’ospizio o affidarsi ad una badante. Dopo un vero e proprio cast, viene scelta Amilà una donna dello Sri Lanka di circa cinquant’anni. Nonostante la comunità cingalese sia presente ed integrata a Napoli da moltissimi anni, Amilà non parla la lingua. Il rapporto con Lina non decolla, c’è diffidenza. Ma un altro avvenimento inaspettato cambierà le sorti dell’anziana padrona di casa: Amilà, non sostenendo più l’ostilità di Lina e dei suoi figli, sbotta. Erutta tutto il suo rancore e dispiacere… in un dialetto napoletano puro e perfetto. Tutti rimangono spiazzati; Lina apre gli occhi, si rende conto di aver esagerato e chiede scusa! Da quel momento finalmente si crea un rapporto vero e sincero tra le due donne. Lo stato di salute di Lina continua a decadere in modo inesorabile e Amila’ decide di prendere in mano la situazione. Con la sua energia, riesce a dare una smossa ai figli di Lina a far sentire la donna meno sola nell’ultimo periodo della sua vita.