CINEMA APOLLO Platea SRL P.I. 03939990960
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LEZIONE DI CINEMA CON PAOLO SORRENTINO ALL'ANTEO
GIOVEDI' 29 MAGGIO alle ore 17,30
ANTEO SPAZIOCINEMA
invita il suo GENTILE PUBBLICO
alla LEZIONE DI CINEMA tenuta
dal regista PAOLO SORRENTINO,
intervistato dal giornalista e critico cinematografico Paolo Mereghetti,
in occasione dell'uscita del suo ultimo film "IL DIVO" - vincitore al 61° Festival di Cannes del Premio della Giuria-
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LA PARTECIPAZIONE all'INCONTRO E' GRATUITA PREVIA PRENOTAZIONE TELEFONICA allo 02 43 91 27 69 - int.3 h.10.00-13,00 / 15.00 - 18.00 a partire da MARTEDI' 27 MAGGIO  | lL REGISTA
PAOLO SORRENTINO inizia la carriera come sceneggiatore: il suo primo
lavoro è il copione di Polvere di Napoli (1998), scritto in
collaborazione con il regista del film, Antonio Capuano. Dopo due
cortometraggi, L'amore non ha confini (1998) e La notte lunga (2001),
debutta come regista sul grande schermo nel 2001 con L'uomo in più, del
quale è anche sceneggiatore, presentato al Festival di Venezia e
vincitore di vari premi, tra cui il Nastro d'Argento per il "miglior
regista esordiente", il Ciak d'Oro per la "miglior sceneggiatura" e la
Grolla d'Oro al protagonista Toni Servillo, oltre a tre candidature al
David di Donatello 2002. Lavora nuovamente con Toni Servillo nel
successivo Le conseguenze dell'amore (2004), presentato al Festival di
Cannes. Il lavoro successivo dietro la macchina da presa, L'amico di
famiglia (2006), viene nuovamente scelto per il Festival di Cannes. | IL FILM. A Roma all'alba mentre tutti dormono c'è un uomo che non dorme: Giulio
Andreotti. Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita
mondana e, alla fine, anche pregare. Calmo, sornione, impenetrabile, in
Italia, Andreotti da 40 anni “è” il potere. All'inizio degli anni '90,
senza arroganza e senza umiltà, ambiguo e rassicurante, avanza
inesorabilmente verso il suo settimo mandato di Presidente del
Consiglio. A quasi settanta anni fa parte di quella gerontocrazia che
non ha paura di nessuno. Abituato a essere ossequiato e a vedere il
timore reverenziale sul volto dei suoi interlocutori, ha un
compiacimento freddo. Ama il potere, con il quale vive in simbiosi. Un
potere immutabile in cui tutto, battaglie elettorali, attentati
terroristici, accuse infamanti, gli scivola addosso senza lasciare
traccia, lasciandolo sempre uguale a se stesso. Finché il contro potere
più potente del paese, la mafia, gli dichiara guerra.
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