Lezione di Cinema con MARCO TULLIO GIORDANA Lunedì 26 maggio
Anteo spazioCinema
Via Milazzo, 9 Milano
Lunedì 26 maggio - ORE 17,3O
LEZIONE DI CINEMA con MARCO TULLIO GIORDANA,
intervistato dal critico cinematografico Maurizio Porro
in occasione dell’uscita del suo ultimo film SANGUEPAZZO
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
allo 02 43912769 Int. 3 Orari 10,00-13,00/15,00-17,00 a partire da GIOVEDI’22
| MARCO TULLIO GIORDANA Nel 1977 partecipa alla realizzazione del film di montaggio di Roberto Faenza "Forza Italia!" con la cooperativa Jean Vigo. Nel 1980 realizza il suo primo film "Maledetti vi amerò" (prodotto dalla stessa cooperativa Jean Vigo) con cui vince il Pardo d'oro al 33° Festival di Locarno. L'anno dopo presenta a Venezia "La caduta degli angeli ribelli". Nel 1983 realizza per Raidue "Notti e nebbie", tratto dal romanzo omonimo di Carlo Castellaneta. Nel 1988 è di nuovo a Venezia con "Appuntamento a Liverpool". Nel 1991 è la volta di "La neve sul fuoco", episodio del film "La domenica specialmente", film in quattro episodi (gli altri sono stati diretti da Giuseppe Tornatore, Giuseppe Bertolucci e Francesco Barilli) ispirato ai racconti di Tonino Guerra. Nel 1995 dirige "Pasolini, un delitto italiano" e nel 1996 partecipa con Gianni Amelio, Marco Risi, Alessandro D'Alatri e Mario Martone al progetto Rai e Unicef 'Oltre l'infanzia - 5 registi per l'UNICEF' producendo e realizzando "Scarpette Bianche". Del 1997 è il film di montaggio "La rovina della patria". "I cento passi" (2000) è stato presentato in concorso alla 57^ Mostra del Cinema di Venezia. Ha pubblicato il romanzo "Vita segreta del signore delle macchine" (1990) e il saggio "Pasolini, un delitto italiano" (1994). Nel 1990 ha diretto "L'elisir d'amore" di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste e nel 1997 ha curato "Morte di Galeazzo Ciano", di Enzo Siciliano, per il Teatro Carignano di Torino. Nel 1982 ha realizzato "Young Persons' Guide to the Orchestra"un video musicale ispirato all'omonima partitura di Benjamin Britten, commissionato e presentato dal Salso Film & Tv Festival. Nel 2008 torna a Cannes per presentare fuori concorso Sanguepazzo. |
| SANGUE PAZZO L’alba del 30 aprile 1945, cinque giorni dopo la Liberazione, vennero trovati nella periferia di Milano i cadaveri di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, giustiziati poche ore prima dai partigiani. Coppia celebre nella vita oltre che sullo schermo, Valenti e Ferida erano stati due divi di quel cinema dei “telefoni bianchi” che il fascismo aveva incoraggiato, incarnando quasi sempre personaggi ribaldi e negativi. Anche la loro vita privata era dominata dal disordine; entrambi cocainomani e, si diceva, sessualmente promiscui. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando il paese si spaccò in due e i tedeschi da alleati si trasformarono in esercito d’occupazione, Valenti e Ferida risalirono al Nord e aderirono alla Repubblica di Salò, ultima incarnazione della follia mussoliniana. Si stabilirono prima a Venezia, dove girarono fortunosamente qualche film, poi a Milano dove - arruolati in una banda di torturatori - si dettero alla borsa nera. |
