spazioCinema
DAL 23 NOVEMBRE AL 3 DICEMBRE Anteo spazioCinema presenta STRABILIARTE - una selezione di lavori creati dagli ospiti di 3 CENTRI DISABILI di MILANO
23 NOVEMBRE - 3 DICEMBRE
ANTEO SPAZIOCINEMA PRESENTA "STRABILIARTE" - UNA SELEZIONE DI LAVORI PROVENIENTI DA ATELIER DI ARTETERAPIA CONDOTTI DA DONATELLA BARBUIO IN TRE CENTRI DISABILI DI MILANO....
.....Gli autori sono persone con disabilità, ovvero uomini e donne con difficoltà di diversa natura. Nessuno di loro inoltre ha mai ricevuto una formazione artistica e in alcuni casi nemmeno scolastica ma, nonostante questo, le loro opere ci colpiscono per la libertà del segno, l’uso dei colori e l’equilibrio della composizione. Sono dipinti che trasmettono forza, vitalità, sensibilità, delicatezza, agganciano i nostri occhi e suscitano emozioni. Guardando queste opere ci si può rendere conto di quanto superficiali e inadeguate possano essere le nostre definizioni e di come, spesso, si abbia nei confronti di queste persone uno sguardo poco profondo o addirittura nessuno sguardo. I loro lavori fanno sorgere dei dubbi, o perlomeno delle domande, rispetto alle nostre convinzioni. All’interno dell’ atelier ognuno di loro è considerato come una persona competente, capace di esprimersi scegliendo in modo autonomo la modalità che preferisce manifestando così, attraverso un segno, una forma, un colore, se stesso e la sua unicità. Il risultato è tale che, mettendoci semplicemente di fronte ad ognuno di questi lavori, guardandoli senza alcun preconcetto e ascoltandoci, possiamo percepire quanto “pieno” e non “vuoto” sia il mondo interno dei loro creatori. | |
| Aggiungo anche una interessante riflessione, del collega Riccardo Pedrotti, pittore e arteterapeuta, “…..Quello che però è indubbio è che il lavoro di un paziente, indipendentemente da qualsiasi criterio estetico, mostra con l’andare del tempo una specie di filigrana individuale, un retino di dettagli che sono il segno sul foglio del farsi psicofisico del paziente/artista. Più potente della sua intenzione, delle sue aspettative o capacità, col tempo emerge una specie di grammatica individuale, una cifra irriproducibile, che non è né bella né brutta, non ha altro valore che la sua irripetibilità. A questi “fonemi artistici” a questi semi primari individuali di creatività senza oggetto, credo, una parte dell’arte contemporanea guarda, supportata ovviamente da ben più robuste motivazioni - intellettuali ed economiche- del lavoro privo di intenzione del più sfortunato degli uomini. Ma, per la mia esperienza, un piccolo pezzo di arte vera scaturisce anche da qui. Forse negli atelier di arteterapia si fa arte contemporanea estrema: un’arte senza committenza neppure individuale, quella dell’intenzione dell’artista, scaturita dalla intersezione di pensieri ed emozioni con gli oggetti elaborabili del mondo.” Credo che questi dipinti meritino di essere portati all’esterno e resi visibili, rendendo visibili così anche le persone che li hanno creati. Il loro sguardo e le loro percezioni, così diverse dalle nostre, possono sicuramente diventare, per noi, fonte di riflessione e di arricchimento. Donatella Barbuio, arteterapeuta, pittrice telabianca@tiscali.it |
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2009-11-23 14:51

