spazioCinema
FOYER del CINEMA APOLLO. 23 GIUGNO - 23 AGOSTO 2009. "DALL'APPARENZA ALLA MUTAZIONE" PERSONALE DELL'ARTISTA SILVANO SPELTA.
| 23 GIUGNO - 23 AGOSTO 2009 FOYER DEL CINEMA APOLLO - Galleria de'Cristoforis, 3 Milano "DALL APPARENZA ALLA MUTAZIONE" PERSONALE DELL'ARTISTA SILVANO SPELTA INAUGURAZIONE: MARTEDI' 23 GIUGNO h. 18,30 per INFORMAZIONI: Apollo spazioCinema (uffici) 02 48 51 64 03 INT.1 | |
|---|---|
| “Silvano Spelta … cerca il risveglio diretto della nostra attenzione assopita, ci mostra brutalmente l’essenza che si nasconde nell’apparenza, e denuncia il vuoto che sta dietro alle patine di plastica delle milanodabere e delle viedellaspiga, alle teche eccessive del lusso e del glamour in questa nostra città (in questo nostro mondo) di valori distorti e infondati. Ci mostra la luce cruda dell’effimero che rimbalza dai riflessi delle insegne e delle vetrine, si frantuma e si ricompone in un intreccio inestricabile tra realtà e finzione, nella miseria morale e nel cinismo che traspare dalla mistica contemporanea dell’ostentazione. ” GIORGIO SEVESO (2008) “ …tutti a sentire, nell’aria, un’incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l’arrivo dell’invasione con gli occhi fissi nell’orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un’orda che, in effetti , nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura né storia. I barbari, eccoli qua.” ALESSANDRO BARICCO – I BARBARI, Saggio sulla mutazione. (2006) |
| Ho scelto questi due brani per definire il percorso nel quale si muove il mio recente lavoro esposto in questa mostra. Da alcuni anni la mia attenzione è rivolta al quotidiano, a cose, oggetti, vestiti che ci appartengono, che nel tempo accumulano una storia, assorbono un vissuto, si riempiono di tracce umane e assumono un valore simbolico rinviando la mente al mondo dell'immaginario. La figura si ripropone nelle spoglie di abiti indossati o in manichini e maschere, simboli molto usati nel mondo surreale per trasmettere messaggi sulla condizione umana. Ecco che attraverso questi strumenti guardo e “registro” il mondo in cui vivo, i luoghi, la gente, le mode. Osservo la grande città là dove c’è il cuore, il centro, dove è sicuramente più probabile recepire le novità, il movimento, e mi accorgo che le affascinanti vetrine dei negozi riflettono un mondo reale molto diverso, gente che corre, gente che non indugia nella distrazione delle apparenze, gente concreta e in azione, che contrasta con la staticità del lusso: mi accorgo che è in atto una complessa trasformazione nella quale siamo tutti coinvolti o travolti, partecipi o esclusi, attori o addirittura vittime. Trasformazione che si impone con forte accelerazione dove è maggiore la concentrazione di risorse umane e risulta molto evidente in tutto ciò che fa “apparenza”. La crescita delle attività produttive attorno alle aree metropolitane, a scapito della provincia e delle aree agricole, sembra essere dettata dalla necessità di rimanere agganciati alla velocità dei cambiamenti, ovvero generata dal desiderio di non perdere il contatto con “il flusso del mondo”, anche se non si ha alcuna consapevolezza della direzione nella quale ci si stia muovendo. Ma poiché l’evoluzione dei nostri costumi richiede sicuramente tempi più lunghi della rapidità con cui il progresso tecnologico ci sta condizionando, all’interno di questa realtà metropolitana nascono necessariamente delle forme di difesa o, semplicemente, delle modalità di sopravvivenza. Ecco quindi che gli individui si devono “attrezzare per galleggiare in questo flusso”. Per non essere travolti o sbalzati sulla riva di questo torrente, e quindi essere esclusi dal viaggio, devono imparare ad assecondare il moto della corrente senza opporvi molta resistenza, mantenendo alto tuttavia il livello di attenzione e di difesa. |
| Per definire il processo di adattamento a cui siamo e saremo sottoposti, nel titolo della mostra ho utilizzato il termine “mutazione”, in quanto, volenti o nolenti, verremo sicuramente “segnati” nei nostri caratteri da questa evoluzione, e non ce ne accorgeremo o addirittura negheremo che ciò stia accadendo o sia accaduto. Iron-man, mask-man, mirror-man, glass-man sono la metafora di tipi metropolitani che si vanno specializzando in comportamenti atti alla difesa. Così iron-man non si lascia scalfire dal dubbio e combatte strenuamente per garantire la sua privacy, mask-man si mimetizza per non subire la possibile contaminazione dalla barbarie o per impedire la riconoscibilità del suo essere diverso, glass-man rappresenta la disponibilità alla totale trasparenza per favorire la sua accettabilità, quindi il consenso, da parte della gente, mentre mirror-man, invece, simboleggia il desiderio di stabilire un contatto con altri simili senza però riuscirvi perché costoro sembrano essere occupati solo dal loro correre (ma dove?). Le opere presentate in questa mostra vogliono essere anche un omaggio a “I Barbari”, Saggio sulla mutazione di Alessandro Baricco, la cui lucida analisi interpreta con originalità e spirito critico l’evoluzione in atto nella cultura e nel costume del nostro tempo. |
l'ARTISTA. SILVANO SPELTA.
Nato a S.Bassano (CR) nel 1947, inizia a dipingere all’età di 6 anni ritraendo dal vero paesaggi e figure. Dal 1967 al 1969 é a Parigi dove frequenta l’Accademie de Montparnasse nell’atelier di composizione. Ritornato in Italia inizia ad esporre le sue opere in mostre personali sia a Milano che in altre città. Nei suoi lavori degli anni settanta prevalgono visioni oniriche interpretate secondo modalità che trovano riferimenti nelle opere dei surrealisti Max Ernst e André Masson. Fra il 1982 e il 1984 frequenta a Parigi una scuola di incisione. Più tardi si dedicherà prevalentemente a dipingere ricordi di esperienze vissute con gli amici e ritratti. Nei suoi lavori recenti figurano oggetti, abiti e manichini che diventano simboli in grado di trasmettere spunti di riflessione sul nostro modo di vivere.Mostre personali:
Galleria il Timone - Milano 1969, Galleria Angolare - Milano 1970, Comune di Miazzina - Varese 1971, Galleria il Salotto A - Como 1972, Circolo Artistico di Ortisei - Bolzano 1972, Galleria La Tavolozza - Bergamo 1973, First National City Bank - Milano 1973, Il Nuovo Studio Fazio - Milano 1979, WHO’S WHO - Milano 1995, Galleria comunale di St. Agnèse - Cannes 1995, Biblioteca Comunale Chiesa Rossa - Milano 2008, Spazio Cinema Anteo - Milano 2008.
Last modified
2009-06-12 11:08

