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Scarpette rosse in versione restaurata all'Apollo
Lunedì 28 febbraio alle ore 21.30 , verrà presentata all'Apollo la COLLEZIONE POWELL & PRESSBURGER, ultima uscita della collana “Il Piacere del Cinema”. Per l’occasione sarà proiettato il capolavoro dei due autori, SCARPETTE ROSSE, nella versione restaurata nel 2009 da Martin Scorsese, contenuta nel cofanetto insieme a due altri classici del cinema inglese, Narciso nero e Duello a Berlino.
Prima della proiezione, il curatore della collana "Il piacere del cinema" Vieri Razzini introdurrà il film.
SCARPETTE ROSSE
(The Red Shoes, Gb 1948, 133’) di Michael Powell, Emeric Pressburger
con Anton Walbrook, Marius Goring, Moira Shearer, Ludmilla Tcherina, Léonide Massine
Titolo celeberrimo, grazie alla sua forza visionaria e a un folle romanticismo, Scarpette rosse è una delle vette assolute della produzione di Powell e Pressburger, e un’opera fondamentale sul tema del conflitto tra arte e vita. La giovane protagonista, Vicky Page (Shearer), è una ballerina che vede nella danza il senso della propria esistenza: portata al successo dal geniale e inflessibile impresario Lermontov (Walbrook), finisce tuttavia per innamorarsi del musicista della compagnia, Julian (Goring), e deve affrontare una drammatica scelta tra sentimenti e palcoscenico. Anche grazie al magnifico Technicolor di Jack Cardiff e a una scenografia mozzafiato (premiata con l’Oscar, come la musica), Scarpette rosse è un capolavoro riproposto in tutto il suo splendore nel prezioso restauro curato nel 2009 da Martin Scorsese e Thelma Schoonmaker.
Nota sul restauro: Il restauro di Scarpette rosse è stato finanziato da Ucla Film & Television Archive, Film Foundation, Hollywood Foreign Press Association, British Film Institute, Louis B. Mayer Foundation, e curato da Martin Scorsese e Thelma Schoonmaker, montatrice di fiducia del regista nonché moglie di Michael Powell. Tale operazione, durata tre anni, dal 2006 al 2009, è avvenuta a partire dal negativo originale in nitrato (Technicolor 3 strisce), scansionato fotogramma per fotogramma in 4k e quindi restaurato digitalmente presso i laboratori della Warner Bros.
MICHAEL POWELL e EMERIC PRESSBURGER
Michael Powell è attivo nel cinema sin dai primi anni '20 come tuttofare presso gli studi Gaumont e successivamente alla Victorine, in Francia. Tornato in Gran Bretagna, lavora come assistente alla regia (anche per Alfred Hitchcock, in Blackmail) e esordisce quindi dietro la cinepresa con alcuni quota-quickies, film di circa un’ora a basso costo previsti per sostenere l’industria nazionale. Dopo The Edge of the World (1937) e la regia condivisa con T. Whelan e L. Berger per Il ladro di Bagdad (1940), realizza La spia in nero e alcuni film di propaganda bellica, tra i quali Gli invasori - 49° parallelo (1941) e Volo senza ritorno (1942), sceneggiati da Emeric Pressburger, scrittore ebreo ungherese affermatosi in Germania e emigrato a Londra per sfuggire al nazismo.
Inizia così uno dei più fecondi sodalizi della settima arte. Infatti, a partire da Duello a Berlino (1943), i due firmano assieme regia, sceneggiatura e produzione (tramite la società The Archers da loro fondata) di una serie di pellicole capitali sia per la straordinaria invenzione narrativa, che vira verso i territori del fantastico nei film successivi, sia per l'impiego del Technicolor che risulta valorizzato al massimo dal loro lavoro. In rapida successione si susseguono film come Scala al Paradiso (1946), che narra vicende in bilico tra mondo terreno e ultraterreno; Narciso nero (1947), sulle pulsioni e le drammatiche tensioni che si sviluppano tra alcune suore in un convento sperduto sull'Himalaya; Scarpette rosse (1948), capolavoro di ricerca stilistica e formale, su una ballerina divisa tra l'amore per un uomo e quello per la danza, e I racconti di Hoffmann (1951), tratto dall'opera di Offenbach. Dopo un altro film di guerra, La battaglia di Rio della Plata (1956), il solo Powell firma nel 1960 la regia di L'occhio che uccide nel quale, raccontando di un giovane maniaco che filma alcune giovani donne mentre le uccide, viene messo in scena il rapporto voyeuristico tra il film e il suo spettatore.
Last modified
2011-02-23 13:36

