I nuovi film di spazioCinema
da Venerdì 29 maggio 2009 all'Apollo
UOMINI CHE ODIANO LE DONNE-IL FILM
di Niels Arden Oplev
Svezia-Danimarca 2009 -durata 153'
IL FILM
Quarant'anni fa Harriet Vanger è scomparsa da una riunione di famiglia sull’isola
abitata dal potente clan dei Vanger, che ne sono anche i proprietari. Benché il
corpo della donna non sia mai stato ritrovato, lo zio è convinto che sia stata
assassinata e che l’autore del delitto sia un membro della sua stessa famiglia.
Per indagare sull'accaduto, lo zio assume il giornalista economico in crisi
Mikael Blomkvist (Michael Niqvist) e la hacker tatuata e senza scrupoli Lisbeth
Salander (Noomi Rapace).
Dopo aver collegato la scomparsa di Harriet a una serie di grotteschi delitti
avvenuti una quarantina d’anni prima, i due investigatori cominciano a dipanare
una storia familiare oscura e sconvolgente. Ma i Vanger sono gelosi dei loro
segreti, e Blomkvist e Salander scopriranno di cosa siano capaci per
difenderli. Dall'omonimo Best Seller dello svedese Stieg Larsson il primo libro
della serie Millenium venduto in milioni di copie in tutto il mondo.
COCO AVANT CHANEL
Regia: Anne Fontaine
Soggetto: Edmonde Charles-Roux
Sceneggiatura: Anne Fontaine, Camille Fontaine, Christopher Hampton
Produzione: Haut et Court , France 2 Cinéma , Warner Bros. , Ciné@
Direttore della fotografia: Christophe Beaucarne
Scenografia: Olivier Radot
Costumi: Catherine Leterriet
Trucco: Christophe Giraud
Montaggio: Luc Barnier
Musiche: Alexandre Desplat
Interpreti: Audrey Tautou (Coco Chanel)
Alessandro Nivola (Arthur Capel)
Marie Gillain (Adrienne Chanel)
Emmanuelle Devos (Emilienne d\'Alençon)
Benoît Poelvoorde (Étienne Balsan)
Régis Royer (Alec)
Francia 2009
Durata: 110’
Presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2009
Il film
Una bambina che viene mandata con la sorella in un orfanotrofio nel centro della Francia e tutte le domeniche aspetta invano che arrivi il padre a cercarla. Un'artista di cabaret con voice fioca che canta per un pubblico di soldati ubriachi. Una umile sartina che cuce orli nel retro di una sartoria di provincia. Una giovane, magrissima e mantenuta, a cui Etienne Balsam, il suo amante, offre un rifugio sicuro tra ozi e piaceri. Una donna innamorata che sa che non sarà mai la moglie di nessuno e rifiuta persino di sposarsi con Boy Capel, l'uomo che ricambia il suo amore. Una ribelle che trova opprimenti le convenzioni del suo tempo e indossa gli abiti dei suoi amanti. Questa è la storia di Gabrielle "Coco" Chanel che, da ostinata orfana, attraverso un percorso straordinario, diventa la leggendaria creatrice d'alta moda che ha incarnato la donna moderna ed è diventata un simbolo di successo, libertà e stile.
La regista
Anne Fontaine Sibertin-Blanc, regista, sceneggiatrice e spesso anche attrice, nata in Lussemburgo nel 1959, vive e lavora in Francia. Sorella dell’attore Jean-Chrétien Sibertin-Blanc, si trasferisce da bambina a Lisbona, dove suo padre, Antoine Sibertin-Blanc, è professore di musica ed organista in cattedrale. Nell’adolescenza si trasferisce a Parigi e studia danza con Joseph Russillo, mentre continua gli studi accademici, in particolare quelli di filosofia. Suo marito è Philippe Carcassonne, il produttore cinematografico, e hanno un figlio adottivo, nato in Vietnam.
Mentre continua gli studi di danza, nel 1980 Robert Hossein la ingaggia per interpretare Esmeralda nella produzione teatrale Il gobbo di Notre Dame, e da questo momento inizia a utilizzare il nome di Anne Fontaine. Continua con la recitazione e diviene famosa per i suoi ruoli in commedie come Si ma gueule vous plaît ... (1981) e P.R.O.F.S. (1985). La prima occasione come assistente alla regia è stata nel 1986 per la rappresentazione di Voyage au bout de la nuit al teatro Renaud-Barrau.
Il suo primo lavoro autonomo come regista, Les histoires d'amour finissent mal ... en général, ha vinto il Prix Jean Vigo nel 1993. Nel 1995 ha lavorato con il fratello nel film Augustin. Due anni più tardi, ha scritto e diretto il successo Nettoyage à Sec, che ha vinto il premio come Miglior Sceneggiatura al Festival del Cinema di Venezia nel 1997.
Nel 1999, il personaggio di Augustin (interpretato da Jean-Chrétien Sibertin-Blanc) viene ripreso da Anne Fontaine nel film Augustin, Du Roi Kung-Fu. Comment j'ai mar lunedì père esce nel 2001, e seguito nel 2003 Nathalie ... . 2005 Il film, Entre Ses Mains è stato descritto come un thriller: un "thriller intimo" in conformità con la stessa Fontaine. Nouvelle chance, noto anche come La La Oh, è uscito nel 2006, seguito nel 2008 da La fille de Monaco, presentato nella sezione "Piazza Grande" al Festival Internazionale del Film Locarno
LA BATTAGLIA PER LA TERRA
Regia: Aristomenis Tsirbas
Soggetto: Aristomenis Tsirbas
Sceneggiatura: Evan Spiliotopoulos
Produzione: MeniThings LLC , Snoot Entertainment
Direttore della fotografia: Aristomenis Tsirbas
Scenografia: Aristomenis Tsirbas
Montaggio: J. Kathleen Gibson
Musiche: Abel Korzeniowski
Interpreti: Evan Rachel Wood, Luke Wilson, Amanda Peet, Justin Long, Chris Evans, Dennis Quaid, James Garner, Brian Cox, David Cross, Danny Glover, Chad Allen, Ron Perlman, Rosanna ArquetteMusiche: Abel Korzeniowski
USA 2007
Durata: 85’
Il film
Quando gli abitanti del bellissimo e pacifico pianeta Terra vengono attaccati dagli ultimi sopravvissuti della razza umana, lo scenario è fin da subito quello di una terribile battaglia per il controllo del pianeta. Ma l'improbabile amicizia tra una giovane ribelle Terriana e un pilota umano ferito potrebbe dimostrare che la guerra non è la risposta giusta alla situazione.
Il regista
Aristomenis Tsirbas nato
a Montreal, si è laureato in produzione
cinematografica alla Concordia University. Dopo diversi anni di lavoro come
graphic designer e montatore, si trasferisce a Los Angeles. I suoi primi
progetti importanti sono stati per Titanic e spot pubblicitari nazionali per
Nike, 7-Up, e Coca-Cola. Ha poi lavorato come supervisore per gli effetti
speciali e digitali per progetti come un A Wrinkle in Time e Star Trek: Deep
Space Nine. Ha fatto una serie di corti animati di grande successo, tra cui Ray
Tracey in Full Tilt, Mech Warrior: Vengeance, e il celebre Le Freak che ha
vinto più di una dozzina di premi.
DA VENERDI' 8 MAGGIO ALL'ANTEO
TERRA MADRE
Un film di Ermanno Olmi. Con Ampello Bucci, Maurizio Gelati, Carlo Petrini, Pier Paolo Poggio, Marco Rizzone.
Aldo Schiavone, Vandana Shiva, Angelo Vescovi
Documentario, durata 78 min. - Italia 2009.
Un documentario che si fa testimonianza di una vita vissuta facendo cinema pensando agli esseri umani con il ritorno a una forma di espressione, il documentario appunto, che Olmi non aveva mai del tutto abbandonato. Il regista ci racconta degli ultimi tre convegni di Terra Madre a Torino. In quelle occasioni (e in particolare nel 2006) Carlo Petrini, ideatore di Slow Food, è riuscito a far giungere nel capoluogo piemontese persone che, in ogni angolo del mondo, la terra la amano, la coltivano e, soprattutto, la rispettano. E’ un documentario di denuncia quello di Olmi. Denuncia contro le sopraffazioni che anche in questo campo non si scontrano con i rigori della legge perché è il Dio Mercato che detta le non regole del liberismo più sfrenato. Ma non è solo questo. Grazie anche alla collaborazione con Piavoli e Zaccaro Olmi porta sullo schermo un atto di amore profondo che passa dall’elegia sulla vita a contatto con la Natura alla rispettosa e quasi invidiosa riflessione sulla vita di un uomo che ha avuto il coraggio di abbandonare la civiltà dei consumi per scegliere di vivere in un modo radicalmente diverso. Olmi ci ricorda anche che qualcuno ha pensato di preservare, nel Nord del nostro continente, i semi che rischiavano di scomparire in modo definitivo creando una sorta di Giardino dell’Eden nel ghiaccio. La Cineteca di Bologna, che è intervenuta nella produzione, è sicuramente consapevole di avere contribuito a creare un film che è un seme. Il suo compito è ora quello di conservarlo ma anche di metterlo a dimora ovunque sia possibile perché faccia maturare quel frutto prezioso che è la consapevolezza.
DA VENERDI 17 APRILE ALL'ANTEO
QUESTIONE DI CUORE
Regia: Francesca Archibugi
Sceneggiatura: Francesca Archibugi
Fotografia: Fabio Zamarion
Montaggio: Patrizio Marone
Scenografia: Alessandro Vannucci
Costumi: Alessandro Lai
Musiche: Battista Lena
Produzione: Cattleya, Rai Cinema, Cinemello
Liberamente tratto da “Una questione di cuore” di Umberto Contarello pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli Editore
Interpreti:
Antonio Albanese Alberto
Kim Rossi Stuart Angelo
Micaela Ramazzotti Rossana
Francesca Inaudi Carla
Andrea Calligari Airton
Nelsi Xhemalaj Perla
Chiara Noschese Loredana
Paolo Villaggio Renato
ITALIA
Durata: 104 min
Il film
Alberto e Angelo, due uomini gravemente malati, fanno amicizia in sala rianimazione. I due sono sorpresi dalla capacità di capirsi così a fondo l'un l'altro e il legame tra loro diventa sempre più forte. Fuori dall'ospedale, la vita però è sempre più difficile, soprattutto per Alberto che è strutturalmente un uomo solo e non riesce a dare stabilità al suo rapporto con la fidanzata. L'uomo decide così di installarsi a casa di Angelo, scoprendo la dolcezza sconosciuta di una famiglia vera. Quest'ultimo, che è consapevole di essere prossimo alla morte, costruisce un piano per affidare al suo amico tutto ciò che ha di più caro: la moglie e i suoi due figli.
La regista
Nata a Roma il 16 maggio 1960 da una famiglia della buona borghesia, da adolescente fa la fotomodella; presto viene scelta per rivestire i panni di Ottilia in uno sceneggiato di Rai Uno. In seguito capisce che la sua vocazione è il cinema e il mestiere è la regia. Studia prima al Centro Sperimentale di Cinematografia, poi segue i corsi della scuola di Bassano di Ermanno Olmi e quelli di sceneggiatura di Furio Scarpelli. Fra il 1982 ed il 1985 dirige un certo numero di cortometraggi e debutta come sceneggiatrice per La cintura (1989) di Giuliana Gamba, da un lavoro teatrale di Alberto Moravia. Il suo primo lungometraggio è un grande successo: Mignon è partita (1988). Poi è la volta di Verso sera (1990), accolto con maggior freddezza dalla stampa e dal pubblico, e di Il grande cocomero (1993). Nel 2000 la Archibugi torna al suo pubblico con il fiml Domani, di cui firma la regia e la sceneggiatura. Come attrice partecipa nel 2001 al film-documentario su Pasolini, diretto da Laura Betti, intitolato "Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Dopo qualche anno di silenzio, nel 2006 prepara il film di formazione Lezioni di volo.
DA VENERDI 3 APRILE ALL'APOLLO
GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA
Regia
Pupi Avati
Soggetto
Pupi Avati
Sceneggiatura
Pupi Avati
Produzione ANTONIO AVATI PER DUEA FILM, RAICINEMA
Fotografia
Pasquale Rachini
Musiche
Lucio Dalla
Montaggio
Amedeo Salfa
Scenografia
Giuliano Pannuti
Costumi
Steno Tonelli
Effetti
Justeleven
Interpreti:
Diego Abatantuono Al
Laura Chiatti Marcella
Fabio De Luigi Gian
Luigi Lo Cascio Manuelo
Neri Marcorè Bep
Luisa Ranieri Ninni
Pierpaolo Zizzi Taddeo
Claudio Botosso Zanchi
Gianni Ippoliti Sarti
Gianni Cavina Nonno Carlo
Katia Ricciarelli Madre di Taddeo
Italia, 2008
Durata 90
IL FILM
Bologna, 1954. Taddeo, un ragazzo di 18 anni, sogna di diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma, il giovane diventa l'autista personale di Al, l'uomo più carismatico e più misterioso del quartiere. Attraverso la sua protezione, Taddeo riuscirà ad essere testimone delle avventure di Bep, innamorato della entreneuse Marcella; delle peripezie di Gian, aspirante cantante e vittima di uno scherzo atroce; delle follie di Manuelo, ladruncolo e sessuofobo; delle cattiverie di Zanchi, l'inventore delle cravatte con l'elastico; delle stranezze di Sarti, vestito giorno e notte nel suo smoking e campione di ballo. Per non parlare del contesto dove Taddeo vive con mamma, circuita dal medico di famiglia e il nonno che perde invece la testa per una prosperosa maestra di pianoforte.
IL REGISTA
Bolognese, nato il 3 novembre 1938, Giuseppe Avati, detto Pupi, si laurea in Scienze Politiche, ma insegue fin da ragazzo il sogno del cinema, frequentando corsi di regia e cimentandosi con la macchina da presa.
Nel 1968 debutta nel lungometraggio con Balsamus, l'uomo di Satana, a cui fanno seguito qualche anno più tardi La mazurka del barone della santa e del fico fiorone (1975), con Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio, La casa dalle finestre che ridono (1976), e il musical Bordella (1976) con Gigi Proietti, censurato all'uscita.
Con Una gita scolastica (1983), Pupi Avati mette definitivamente a punto il suo stile personale, minimalista e intimo. Nascono così Festa di laurea (1984), Noi tre (1984), premio speciale per i valori tecnici alla Mostra di Venezia, Regalo di Natale (1986), e Storia di ragazzi e di ragazze (1989), David di Donatello per la migliore sceneggiatura.
Nel 1991 Avati gira in America Bix, biografia di Leon Beiderbecke, e l'anno successivo dirige Fratelli e sorelle.
Nel 1993 presenta a Cannes Magnificat, a seguire porta sul grande schermo L'amico d'infanzia (1994), L'arcano incantatore (1996) e Festival (1996). Dopo Il testimone dello sposo (1997), con Diego Abatantuono e una debuttante Inès Sastre, Avati dirige La via degli angeli (1999), ambientato nei primi del Novecento nella campagna emiliana, I cavalieri che fecero l'impresa (2000), tratto da un suo romanzo, e Il cuore altrove (2002). Nel 2004 è la volta invece di La rivincita di Natale, sequel a quasi vent'anni di distanza del film sui giocatori di poker con Abatantuono. Realizza a seguire Quando arrivano le ragazze? (2004) o La seconda notte di nozze (2005). Nel 2008 torna al cinema (e al festival di Venezia) con il film Il papà di Giovanna fa vincere a Silvio Orlando il Leone d'Oro come Miglior Attore Protagonista all'ultimo Festival di Venezia.
DA VENERDI 13 MARZO ALL'ANTEO E APOLLO SPAZIOCINEMA
GRAN TORINO
Regia: Clint Eastwood
Soggetto: Nick Schenk – Dave Johannson
Sceneggiatura: Nick Schenk
Produzione: Double Nickel Entertainment, Gerber Pictures, Malpaso Productions, Village Roadshow Pictures, Warner Bros
Direttore della fotografia: Tom Stern
Scenografia: James J. Murakam
Trucco: Kimberly Jones, Tania McComasi
Costumi: Deborah Hopper
Montaggio: Joel Cox – Gary Roac
Musiche: Kyle Eastwood – Michael Stevens
Interpreti: Clint Eastwood - Walt Kowalski
Cory Hardrict - Duke
Geraldine Hughes - Karen Kowalski
Dreama Walker - Ashley Kowalski
Brian Haley - Mitch Kowalski
Brian Howe - Steve Kowalski
Nana Gbewonyo - Monk
Sarah Neubauer - Paralegal
Sonny Vue - Smokie
Ahney Her - Sue Lor
USA, 2009
Durata: 116’
National Board of Review Awards 2008: miglior attore (Clint Eastwood), miglior sceneggiatura originale
Il film
Walt Kowalski è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anticoreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana, e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l'uomo a risolvere i problemi personali con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.
Il regista
Nato a San Francisco, in California, nel 1930, Clint Eastwood inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo a 24 anni, quando su consiglio di due amici attori, sostiene un provino alla Universal. Pare che Sergio Leone dicesse di lui: “Ha soltanto due espressioni, con il sigaro e senza”. Eppure è stato proprio lui a togliere Clint Eastwood dal giro delle comparsate e dei serial tv e a farne un divo. E’ in Italia, proprio grazie agli spaghetti western di Sergio Leone, che trova la popolarità che in patria non riusciva a conquistare. Grazie a Per un pugno di dollari (1964), Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto e il cattivo (1966), la sua maschera diventa una sorta di simbolo, icona indelebile nell’immaginario collettivo.
Grazie a queste tre pellicole Eastwood divenne una star internazionale, ma fu soprattutto negli anni '90 che la sua carriera prese una piega inaspettata: nel '92 girò Gli spietati che vinse l'Oscar per il miglior film, ed al quale seguirono film come Un mondo perfetto, I ponti di Madison County, Potere Assoluto, Fino a prova contraria, Space Cowboys, Debito di sangue e il capolavoro Mystic River. Con Million Dollar Baby, Eastwood vince l'Oscar per il miglior regista e per il miglior film, strappando i riconoscimenti a The Aviator di Scorsese, e nel 2008 torna nelle sale con Changeling.

