NINO 7047: al cinema Anteo una mostra dedicata ad Antonio Gramsci
Da sabato 12 maggio 2007
il foyer del Cinema Anteo
Via Milazzo 9 - Milano
Tel. 02 6597732
ospita la mostra "NINO 7047" dedicata ad Antonio Gramsci nel 70° anniversario della sua morte
ESPOSIZIONE: DAL 12 maggio AL 12 giugno 2007
ORARIO: TUTTI I GIORNI ORARIO CINEMATOGRAFICO
«Il mondo è grande e terribile e complicato.
Ogni azione lanciata sulla sua complessità sveglia echi inaspettati»
A. Gramsci
Nel 2007 ricorre il 70° anniversario della morte di Antonio Gramsci. La mostra "NINO 7047" allestita al cinema Anteo dal 12 maggio, vuole essere un 'occasione per contribuire a far conoscere la figura dell' intellettuale, del filosofo, del dirigente politico, dell’uomo Antonio Gramsci. Una riscoperta doverosa di uno dei più grandi intellettuali del ’900, tra i più studiati e conosciuti nel mondo, che proprio nel suo Paese è invece stato rimosso, relegato ai margini dell’iniziativa culturale ed è divenuto, per i più, un perfetto sconosciuto.
La
mostra "NINO 7047" , costituita da otto tavole su supporto rigido di dimensione 50
X 100 cm, con stampe di foto originali e semplici ed interessanti
illustrazioni , si propone di raccogliere le immagini più significative di
Gramsci (sia fotografiche che riproduzioni dei ritratti realizzati da
alcuni grandi artisti del ‘900) e dar loro una profondità,
contestualizzandole, fornendo indicazioni importanti sulla vita, le
opere, le idee gramsciane, ancora una volta puntando l’attenzione su
ciò che di Gramsci rimane nei nostri giorni.
Il testo prova a raccontare un uomo, il suo corpo, la sua malformità – che lo perseguiterà per tutta la vita e che, aggravata dalla detenzione, lo porterà prematuramente alla morte a soli 46 anni. Ciò che emerge è un legame tra la forza innovatrice, rivoluzionaria, appassionata delle sue idee e della sua battaglia politica con la sofferenza, l'infermità, la vulnerabilità del suo fisico, quasi che l’intelletto volesse sopperire alle debolezze del corpo, scriveva Gobetti: “Antonio Gramsci ha la testa di un rivoluzionario; il suo ritratto sembra costruito sulla sua volontà, tagliato rudemente e fatalmente per una necessità intima, che dovette essere accettata senza discussione: il cervello ha soverchiato il corpo”.
Essenziale anche il suo rapporto con le origini, con la sua terra prima di tutto, la Sardegna, ma soprattutto con la sua famiglia: dalle Lettere dal Carcere, troviamo gli spunti per scoprire quali fossero i profondi legami che univano Gramsci alla sua famiglia d’origine, soprattutto alla madre Peppina e alla sorella prediletta Teresina, ma anche alla famiglia che si crea da adulto, sposando a Mosca Giulia, dalla quale avrà due figli che quasi non vedrà a causa della lunghissima detenzione che non lo lascerà libero se non dopo morto.
Scrive alla carissima confidente Tatiana, la sorella della moglie e destinataria prediletta delle sue missive dal carcere: “Tra giorni inizierò una cura ricostituente di iniezioni a base di stricnina e fosforo. Il nuovo medico che mi ha visitato mi assicura che mi gioverà molto. Egli mi ha detto che alla base del mio malessere è un esaurimento nervoso. Le mani mi dolgono continuamente e non posso sostenere nessun peso o stringere con una qualche energia. Per molti mesi non mi hanno curato e non vedevo via d’uscita al logorio fisico che mi consumava […] Le condizioni del mio sistema nervoso stanno diventando acute e mi ossessiona il ricordo di quanto ho sofferto nell’ultimo periodo di vita carceraria per la mancanza di riposo. In certi momenti mi porta alla disperazione. Ho avuto nuovamente un lungo brivido e la temperatura è salita a 39 e 4. Non so in che condizioni sarò domani”.
Coincidenza di grande valenza simbolica è poi la morte, che avviene il 27 aprile del ’37 a seguito di una emorragia che lo colpisce due giorni prima: un profetico 25 aprile.
La mostra "NINO 7047" è stata curata da Anna Bodini ed Elena Lah , realizzata in collaborazione con la Fondazione Istituto Gramsci e fa parte di un progetto più ampio prodotto dall’Associazione Culturale ArteVOX, con il sostegno di LegaCoop Lombardia, Camera del Lavoro di Milano e CGIL Lombardia, con il patrocinio di Regione Sardegna, Provincia di Milano, Comune di Milano, Fondazione Istituto Gramsci, Fondazione “Giuseppe Di Vittorio”, Casa della Cultura di Milano e F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde Italiane), con la collaborazione di Camera del Lavoro di Oristano e Associazione Culturale Secondo Maggio, che comprende anche la realizzazione di uno spettacolo teatrale, di una pubblicazione cartacea e multimediale e di un portale internet.
Per promuovere un'ampia divulgazione e grazie al sostegno dei partner, per l'acquisto di una copia della mostra è richiesto un contributo di 240 euro (IVA e spese di spedizione INCLUSE).
Per richiedere la mostra telefonare al numero 02.20404193 o inviare una e-mail a nino@gramsci2007.it.

