STANZE DELL'ANIMA - Immagini fotografiche di NICOLA BRINDICCI
ANTEO SPAZIOCINEMA . Via Milazzo, 9 Milano
lunedì 17 SETTEMBRE INAUGURA
"STANZE DELL'ANIMA "
Immagini fotografiche di NICOLA BRINDICCI,
a cura di CLARA BARTOLINI
Nicola Brindicci,con leggerezza e potenza ci propone immagini che nella loro assolutezza toccano profondamente. Spazi immensi,colti dal suo obiettivo senza ulteriori confronti con il reale, appaiono come luoghi dell'anima. Tracce d'umano, totem evocanti sentimenti che attingono nel profondo del nostro essere il loro senso e ci costringono aconfrontarci con una visione che supera il quotidiano e diventa simbolo e metafora del mistero che ci circonda.
NICOLA BRINDICCI - IL FOTOGRAFO DELL'ANIMA dall'Ungheria a Milano
Nicola Brindicci ha una storia particolare, inizia a fotografare a 18 anni con grande passione ma, come spesso accade, suo padre costruttore non vede di buon occhio questa passione che considera "inconsistente". Il giovane Nicola, poco più che ventenne deve cedere. Smette la fotografia e segue il lavoro paterno. Incontra, per merito del padre, alcuni dei più famosi architetti italiani dell'epoca, e si appassiona al concetto di spazio. Si dedica allo studio della Psicologia della percezione e approfondisce la conoscenza dell'arte moderna. Me ntre fa questo, osserva ed incamera immagini ed emozioni.
Sarà soltanto molti anni dopo, che, ripresa l'antica passione,decide di vivere alcuni anni in Ungheria e ritorna a fotografare.Inizia fermando il suo sguardo sullanatura e le luci stupende dell'inverno ungherese. Pian piano le fotografie si trasformano e diventano da riprese del reale proposte di visioni minimali.Si potrebbe dire che mette lanatura sotto una lente d'ingrandimento. Anche questo però è soltanto un passaggio.Dopolunghe notti trascorse ad attendere l'alba per cogliere la luce straordinaria che abbaglia le sue finestre, ecco finalmente l'ispirazione. Filtrando tutte le emozioni provate, le immagini raccolte,gli studi fatti,il bisogno di empatia, ecco lavoglia di esprimere attraverso la costruzione di piccoli teatri messi insieme con elementi apparentemente insignificanti, un mondo surreale, delle stanze dell'anima che evocano benessere o inquietudine, ironia o pathos. Comunque immagini fortemente emozionali.
Dopo tante mostre e molte conferenze interattive relaizzate in varie università ungheresi, accolto con intersse ed entusiasmo, eccolo tornare in Italia. Anche qui partecipa a molte mostre personali e collettive, sempre cercando di spiegare attraverso l'umorismo e un'intima soavità interiore, il senso delle contraddizioni che ci abitano e che lo abitano.
Con leggerezza e potenza insieme, ci propone immagini che toccano profondamente nella loro assolutezza. Spaziimmensi colti dal suo obiettivo e proposti senza ulteriori confronti con il reale, che appaiono come luoghi dell'anima. Mentre ci mostra piccoli sassi trasformati in totem, vetri rotti che paiono vele al vento, pietre levigate e sospese che perdono la loro fissità e galleggino come pianeti insieme ad "autentici galleggianti", pur nell'aparente staticità, tutto pare suggerire un mondo altro. Un altrove che attinge il suo senso dal profondo. Nella calma apparente fermata dal suo obiettivo, possono trovare spazio le nostre inquietudini, la nostra voglia di assoluto.
Clara Bartolini
EMOZIONI
Nicola Brindicci, non vuole spiegare cosa rappresentano per lui i teatri che ci propone. Il suo intento è quello di lasciare aperta la lettura del testo fotografico. Quello che ama, è mostrare come ognuno possa attingere emozioni e messaggi diversi da una stessaimmagine. Le sue conferenze hanno questo scopo. Con esse, Brindicci vuole mettere in atto una verifica,un dibattito che coinvolga il pubblico in una rilettura personale dell'opera. Con esse propone un confronto delle differenti interpretazioni alle quali si prestano le sue creazioni. Brindicci tenta di suggerire che l'artista nonèl'unico protagonista,e anzi,comespessoafferma, "senza lo spettatore non è nessuno".
Si potrebbe dire che, mentre per il padre impresario edile eraimportante riempire lo spazio con un manufatto, per Brindicci è importante riempire lo spazio di umanità.
Ma l'uomo è sempre colmo di contraddizioni. Nei suoi cieli a volte limpidi altri misteriosi, scopriamo l'orma delpadre, appassionato di astronomia. Prima del figlio, incantato dalla magnificenza dellavolta celeste ha certamente reso partecipe il figlio. Nicola inizia adedicare molto tempo all'osservazione del cielo, delle nuvole, e viene irretito dal senso del tempo infinito. Lentamente, lo spazio fisico diventa per lui spazio metafisico. Il suo distacco dalla figura emblematica del padre risulta soltanto professionale, nell'anima condividono le stesse passioni. Si potrebbe dire, che del padre abbia reso ancor piùmanifesto ciò che ne distingueva lo spirito. In questo gioco di rispecchiamenti, si intreccia in modo indissolubile ciò che abbiamo scelto con ciò che abbiamo "ereditato".
Clara Bartolini
Per contattare l'artista potete scrivere a clarabart@tiscali.it o telefonare allo 02 43 91 27 69 (uffici Anteo)

