La Boheme - Il film all'Anteo
Regia Robert Dornhelm Con Anna Netrebko e Rolando Villazón FFW (Filmfonds Wien), ORF Film-/Fernsehabkommen ANTEO spazioCinema Via Milazzo 9 Tel 026597732 Domenica 14 marzo Ore 11.00 (€ 5,00) http://www.laboheme.classica.tv/ |
Sinossi
Parigi alla metà del diciannovesimo secolo. Quattro giovani amici - il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard ed il filosofo Colline - conducono una gaia vita di bohème. I soldi mancano quasi sempre, spesso si digiuna, ma la gioventù e la spensieratezza aiutano a superare molti ostacoli. I quattro amici decidono di festeggiare la vigilia di Natale con una cena al Quartiere Latino; Rodolfo deve attardarsi per finire un articolo di giornale. Mentre il poeta sta scrivendo, fa la sua apparizione Mimì, una dolce e bella grisette che abita in una soffitta dello stesso casamento. Le si è spenta la candela, chiede aiuto a Rodolfo: ma, appena entrata, si sente male e le cadono di mano il candeliere e la chiave di casa. Rodolfo è colpito dal pallore e dalla bellezza della fanciulla. L'aiuta a rimettersi ma, trovata nel buio la chiave, si guarda bene dal restituirla a Mimì: chiamato a gran voce dagli amici impazienti di far baldoria, convince la ragazza ad unirsi a loro. Mimì dolcemente cede. Già innamorati, i due giovani si baciano, poi a braccetto, si avviano giù per la scala
Rodolfo compra una cuffietta rosa a Mimì e presenta la ragazza agli amici al pub abituale, il Café Momus. Sebbene sia accompagnata dal suo ammiratore anziano, Alcindoro (Ioan Holender), fa perdere la testa a Marcello e i due diventano di nuovo amanti. Gli amici lasciano il café felici.
È’ passato un mese dalla Vigilia di Natale e l’atmosfera è pessima. La vita con Rodolfo è diventata impossibile, le liti e le incomprensioni sono all'ordine del giorno e Mimì non sa più che fare.
Nascosta dietro agli alberi, Mimì assiste al colloquio tra Rodolfo - appena sopraggiunto - e Marcello: il poeta accusa Mimì di leggerezza e infedeltà ma poi - dietro insistenza di Marcello - confessa la vera ragione del suo modo d'agire.
Mimì è gravemente ammalata e la vita nella fredda ed umida soffitta finirebbe per abbreviarle l'esistenza: è necessaria quindi una separazione. Mimì, dal suo nascondiglio, si lascia sfuggire un singhiozzo, e Rodolfo la scopre. Un appassionato colloquio s'intreccia tra i due amanti, che ricordano con struggente nostalgia tutte le gioie del periodo trascorso insieme.
Nel quarto ed ultimo atto, Rodolfo e Marcello, da qualche tempo lontani da Mimì e Musetta, ostentano indifferenza e perfetta felicità, ma in realtà pensano e continuamente rimpiangono le amiche perdute. Giungono Colline e Schaunard che recano una magra cena: pane e un'aringa. L'animata scena è interrotta dall'arrivo improvviso di Musetta, che accompagna Mimì sofferente e semisvenuta. La ragazza è infatti gravissima: sentendo prossima la fine ha voluto rivedere il suo Rodolfo e, per strada, ha incontrato Musetta che da tempo la cercava. Rodolfo adagia Mimì sul letto e gli amici si prodigano per recarle qualche conforto: Musetta venderà i suoi orecchini, Colline impegnerà il suo vecchio pastrano. Rimasta sola con Rodolfo Mimì rievoca i dolci momenti del loro amore e si stringe ancora, con infinita passione, all'unico uomo che ha veramente amato.
Rientrati gli amici, Mimì prende con gioia dalle mani di Musetta un manicotto che ella crede dono di Rodolfo e si assopisce quietamente. Musetta prega per la salvezza dell'amica; Rodolfo continua ad illudersi finché il contegno degli astanti gli rivela che Mimì si è spenta. Piangendo, si getta allora sul corpo della fanciulla invocandola disperatamente.
"La Bohème" di Giacomo Puccini (1858-1924) è uno dei grandi capolavori dell’opera italiana. L’opera in quattro atti è basata sul romanzo "La vie de Bohème" dallo scrittore francese Henri Murger. Puccini incaricò a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa la drammatizzazione delle scene. Il tema è la vita dei Bohemien di Parigi alla metà del diciannovesimo secolo – la lotta quotidiana per sopravvivere, i loro amori, la povertà, i sacrifici e i morti. Il primo Febbraio del 1896 Arturo Toscanini dirige la prima mondiale de "La Bohème" al Teatro Regio di Torino.
Robert Dornhelm (Regista)
Nasce nel 1947 in Temeshvar (Romania). Nel 1961 si trasferisce con la famiglia in Austria.
Oggi vive e lavora a Los Angeles. Dal 1965 al 1967 studia cinematografia alla Vienna Filmakademie.
Dal 1967 al 1975 lavora come regista di fim-documentari per la ORF, la tv nazionale austriaca. Nel 1977 realizza " I ragazzi dell’opera." Il film, sulla Scuola del Mariinsky Ballet (oggi la Scuola del Kirov Ballet) di San Pietroburgo, ottiene una nomination agli Oscar. Dopo questo successo, Dornhelm si trasferisce a Los Angeles. Cura la regia di film quali "She Dances Alone" (1981) – la storia di Kyra Nijinsky, la figlia del grande ballerino russo Vaclav Nijinsky – e "Digital Dreams" (1983) su Billy Wyman, bassista e membro fondatore dei Rolling Stones. Seguono le produzioni "Echo Park“ (1986), "Requiem for Dominic“ (1990), "The Unfish" (1997) e "The Venice Project" (1999). Poi Dornhelm inizia a dedicarsi sopratutto ai film storici quali "Sins of the Father“ (2002), "Anne Frank“ (2001), "RFK“ (2002), "Rudy: The Rudy Giuliani Story" (2003), "Spartaco“ (2004), "Into the West“ (2005) and "The Ten Commandments" (2006). Le sue produzioni più recenti sono "The Crown Prince" (2006), "Guerra e Pace“ (2007) e "Karajan – Il Signore del Suono" (2008), il film-documentario di Unitel e MR-Film, trasmesso ad Aprile in Germania su ZDF in occasione del centesimo anniversario della nascita di Karajan e in Italia su Classica, canale 728 di Sky.
Anna Netrebko
Nata in Krasnodar, Russia, Anna Netrebko va a studiare canto al Conservatorio di San Pietroburgo. Dopo il suo debutto nel 1994 all’Opera Kirov nel ruolo di Susanna in "Le nozze di Figaro", la Netrebko interpreta quasi tutti i ruoli principali al Teatro Mariinskij. Viene notata a livello internazionale come solista dell’Opera Kirov sotto la direzione di Valery Gergiev. I frequentatori della Opera House del Covent Garden, della Scala di Milano, dell Teatro Real di Madrid e del Metropolitan di New York, la conoscono per la prima volta nel ruolo di Natasha Rostova in "Guerra e Pace" di Prokofiev.
Dal 2002, quando debutta a New York, Anna Netrebko torna frequentemente al Met, cantando in vari ruoli, tra i quali Musetta ne "La Bohème", Norina in "Don Pasquale," Elvira in "I puritani" e in "Romeo e Giulietta." In seguito ai suoi primi successi in Europa, nell’ estate del 2002 fa il suo sensazionale debutto al Festival di Salisburgo nel ruolo di Donna Anna nella nuova produzione di "Don Giovanni". Da allora è presenza fissa del Festival e nel 2005 si esibisce nella nuova produzione de "La Traviata" di Giuseppe Verdi, nel quale lei e Rolando Villazón, il suo partner sul palcoscenico, acquisiscono la loro fama come "coppia da sogno" dell’opera.
La sua interpretazione di Violetta Valéry in "La Traviata" alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera e alla Wiener Staatsoper, fa attirare su di lei tutta l’attenzione del mondo dell’opera. Si esibisce poi nel ruolo di Donna Anna, Adina in "L'elisir d'amore," Amina in "La Sonnambula" e nel ruolo di titolo nella nuova produzione di "Manon" di Massenet in Vienna. Nel 2007 la Netrebko debutta al Deutsche Staatsoper di Berlino, dove è protagonista nel ruolo di Manon per la direzione di Daniel Barenboim.
Anna Netrebko è anche cantante di concerto e di recital, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo; è stata ospite ai BBC Proms e al Carnegie Hall di New York. Nel 2006 si è esibita con Plácido Domingo e Rolando Villazón in un concerto al Waldbühne di Berlino con 20.000 ascoltatori. Anna Netrebko è una delle più acclamate cantanti d’opera dei nostri tempi, e le sue esibizioni nei teatri più importanti del mondo, sono elogiate da pubblico e stampa.
Con La Deutsche Grammophon incide diversi dischi e per le sue registrazioni ottiene due nominations ai Grammy, oltre a diversi altri premi con ECHO Classic. Nel 2006 è premiata con il premio Bambi nella categoria classica; nel 2007 le è conferito il premio BRIT nella categoria di cantante femminile dell’anno; entra nella classifica del magazine TIME come una tra le 100 persone più autorevoli del mondo. Nel 2005 Anna Netrebko riceve il Premio dello Stato Russo direttamente dalle mani del Presidente Vladimir Putin, il premio più alto che può essere conferito dalla Repubblica Russa nel campo dell’arte e della letteratura.
Rolando Villazón
Nasce a Città del Messico nel 1972, e inizia a studiare a undici anni all’Accademia Espacios per le Arti dello Spettacolo. Nel 1990 è introdotto al mondo dell’opera dal suo futuro insegnante di canto, Arturo Nieto, e poco dopo entra nel Conservatorio Nazionale di Musica. Dopo aver vinto due premi nazionali in Messico, nel 1998 partecipa al prestigioso Merola Opera Program dell’opera di San Francisco, dove segue dei masterclass con Joan Sutherland e canta nel ruolo di Alfredo in "La Traviata" di Verdi. In seguito a questo è introdotto al Young Artists Program dell’Opera di Pittsburgh e si esibisce in "I Capuleti e i Montecchi" di Bellini e "Lucia di Lammermoor” di Donizetti. Nel 1999 Villazón vince il secondo premio al concorso Operalia di Plácido Domingo, dopodiché sfonda in Europa. Il suo debutto nel ruolo di Des Grieux ("Manon") a Genova, viene seguito da esibizioni nel ruolo di Rodolfo in "La Bohème" all’Opéra de Lyon e a Roma. Nel 2000 fa il suo rinomatissimo debutto nel ruolo di Alfredo all’Opéra di Parigi. Da allora è ospite fisso nei più prestigiosi teatri del mondo.
La svolta a livello internazionale arriva con la nuova produzione de "La Traviata" di Verdi al Festival di Salisburgo nel 2005. Poi si esibisce con "La Bohème" a New York e Vienna, in "Les Contes d'Hoffmann" a Parigi, e "Manon" a Los Angeles, Berlino e Barcellona. Oggi Villazón gode di una fama globale come uno dei principali tenori lirici dei nostri tempi e viene elogiato nei centri musicali di tutto il mondo. Si esibisce spesso anche in recital di lieder e concerti da solista che sono largamente seguiti. Nel 2006 in occasione del campionato mondiale di calcio partecipa al concerto al Waldbühne di Berlino con Plácido Domingo e Anna Netrebko.
Nel marzo del 2008 esce il suo primo CD da solista "Cielo e mar". Per il suo lavoro Rolando Villazón è stato onorato con diversi premi quali l’ECHO Classic e due nominations ai Grammy. Gli è stato da poco conferito dal Governo francese il titolo di "Chevalier des Arts et des Lettres" – uno dei premi più importanti per gli artisti in Francia. Nel 2008 Villazón riceve il prestigioso premio "Victoires de la Musique" come miglior cantante lirico dell’anno.

