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XILOGRAFIE - personale di MIREILLE ARDITI
XILOGRAFIE - personale di MIREILLE ARDITI.
Foyer del Cinema Apollo - Galleria de'Cristoforis 3
Inaugurazione: 30 ottobre 2007. h. 18.00
Il momento cruciale nel lavoro grafico di Mireille Arditi è probabilmente il collegamento della sua esperienza dell'arte con altre sue esperienze e frequentazioni apparentemente molto distanti come per es. nel campo delle lingue o dell'architettura. Si tratta di bagagli culturali e di habitus mentali che trovano senz'altro riscontri e corrispondenze nello svolgimento del suo lavoro grafico. Il risultato è infatti sempre meditato, costruito da più elementi composti gli uni sopra gli altri. Le immagini sono il risultato di un lavoro complesso che passa dalla preparazione della matrice a quello della stampa con impressioni sulla carta eseguiti in momenti successivi e con inchiostri a volte coprenti ma altre volte con gradi di trasparenze diverse.
Per un lavoro di questo tipo non basta un'idea felice, l'illuminazione momentanea, è necessaria piuttosto una concentrazione protratta nel tempo, per arrivare passo dopo passo ad una grammatica compositiva perfetta e ad una realizzazione tecnica carica di vibrazioni suggestive. A guardare Mireille Arditi mentre lavora nell'atelier d'incisione, sposta e taglia le carte, mescola i colori, o aziona i torchi, si ha l'impressione che questo sia il suo luogo da sempre, la sua “casa” ideale. Lavora da sola, senza nessuno attorno: mattinate intere e pomeriggi passati in silenzio, mantenendo il rapporto esclusivo con i mezzi del lavoro.
Alla fine, il suo lavoro è un fare del godimento: una gioia per chi lo fa, pensato e destinato a chi lo guarda. Robert Jauss afferma che il godimento dell'opera non è incompatibile con la riflessione ne con la comprensione intellettuale della stessa. Le opere di Mireille Arditi hanno sicuramente l'attitudine di provocare godimento che dovrebbe essere il fondamento stesso dell'esperienza estetica. Non possiamo farne a meno, anzi dovremmo riprenderlo come oggetto della nostra riflessione. Dobbiamo affermare la funzione comunicativa dell'esperienza estetica in senso sociale, un'esperienza che si apre verso l'altro, e dunque verso un problema più generale che da sempre provoca godimento, identificazione, o ammirazione. Si tratta di aprirsi verso un campo simbolico che soltanto l'arte può continuare ad assumersi nel ruolo di mediatrice e di comunicatrice di fronte alla realtà.
Franco Vecchiet
Last modified
2007-10-29 17:48

